Prima settimana di novembre.
Non sono in
montagna.
Anche perché la
baita in cui mi trovavo lo scorso 28 giugno quando ho raccolto quel palloncino,
al momento non è abitata da nessuno, dato che non possiede nessun impianto di
riscaldamento se non un camino.
Però, freddo a
parte, sarebbe bello fare un giro lassù adesso, per vedere se il foliage è
ancora migliore di quello che in questi giorni di bel tempo si vede nei giardini
e nei parchi di pianura.
Ieri pomeriggio è
arrivata una lettera dalla Svizzera.
La aspettavamo
prima.
Con molta calma,
ma finalmente è arrivata. Ancora più lentamente della cartolina di Sarajevo che
abbiamo spedito ai nostri gatti quest’estate, arrivata a casa dopo due mesi.
Ho letto
velocemente la lettera ieri sera, ma la mia limitata conoscenza del tedesco mi
ha permesso solo di capire il senso generale e alcune frasi, tipo che ci
ringraziano per avere rispedito il messaggio attaccato al palloncino e
ringraziano parenti, amici e invitati vari per avere partecipato ai
festeggiamenti per le loro nozze.
Incidentalmente
penso che tra un mese sarà il mio dodicesimo anniversario di matrimonio, e che
prima o poi vorrei tornare in Nuova Zelanda, stavolta facendo un fly &
drive, così ad esempio posso restare un po’ più a lungo a vedere i geyser di Whakarewarewa senza
rischiare di: 1) perdere il pullman; 2) divorziare.
(flashback)
Rotorua, Nuova
Zelanda, 9 dicembre 2003.
Io che lentamente
emergo dalla nebbia di un geyser, per nulla infastidito dal caratteristico
odore di uova marce termale che sento ormai da un giorno e a cui mi sono abituato.
V.: “Ma dove eri
finito?”
Io: “Volevo
vedere gli altri geyser, però erano spenti.”
“Anche quello che
non geyserava dal 1970?”
“Sì, dalla mappa sembrava
una piccola deviazione ma non lo era”.
“E ovviamente non
ha geyserato”.
“Ovvio”.
“Corriamo che ci
aspettano. Che figura di merda…”
Come rischiare il
divorzio dopo tre giorni di matrimonio…
(fine flashback)
Nei prossimi
giorni proverò a tradurre meglio la lettera e guarderò l’album di nozze di cui
ci hanno mandato il link. Fare l’invitato virtuale a una festa di matrimonio mi
mancava. Il tutto grazie a un palloncino particolarmente fortunato da
attraversare quasi l’intera catena delle Alpi da nord a sud.
Il geyser Pohutu (che non è quello inattivo dal
1970, ovviamente):

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