martedì 10 novembre 2015

Luftballon (parte II)



Continuazione di questo post.

Prima settimana di novembre.

Non sono in montagna.
Anche perché la baita in cui mi trovavo lo scorso 28 giugno quando ho raccolto quel palloncino, al momento non è abitata da nessuno, dato che non possiede nessun impianto di riscaldamento se non un camino.
Però, freddo a parte, sarebbe bello fare un giro lassù adesso, per vedere se il foliage è ancora migliore di quello che in questi giorni di bel tempo si vede nei giardini e nei parchi di pianura.

Ieri pomeriggio è arrivata una lettera dalla Svizzera.
La aspettavamo prima.
Con molta calma, ma finalmente è arrivata. Ancora più lentamente della cartolina di Sarajevo che abbiamo spedito ai nostri gatti quest’estate, arrivata a casa dopo due mesi.

Ho letto velocemente la lettera ieri sera, ma la mia limitata conoscenza del tedesco mi ha permesso solo di capire il senso generale e alcune frasi, tipo che ci ringraziano per avere rispedito il messaggio attaccato al palloncino e ringraziano parenti, amici e invitati vari per avere partecipato ai festeggiamenti per le loro nozze.

Incidentalmente penso che tra un mese sarà il mio dodicesimo anniversario di matrimonio, e che prima o poi vorrei tornare in Nuova Zelanda, stavolta facendo un fly & drive, così ad esempio posso restare un po’ più a lungo a vedere i geyser di Whakarewarewa senza rischiare di: 1) perdere il pullman; 2) divorziare.

(flashback)

Rotorua, Nuova Zelanda, 9 dicembre 2003.

Io che lentamente emergo dalla nebbia di un geyser, per nulla infastidito dal caratteristico odore di uova marce termale che sento ormai da un giorno e a cui mi sono abituato.

V.: “Ma dove eri finito?”

Io: “Volevo vedere gli altri geyser, però erano spenti.”

“Anche quello che non geyserava dal 1970?”

“Sì, dalla mappa sembrava una piccola deviazione ma non lo era”.

“E ovviamente non ha geyserato”.

“Ovvio”.

“Corriamo che ci aspettano. Che figura di merda…”

Come rischiare il divorzio dopo tre giorni di matrimonio…

(fine flashback)

Nei prossimi giorni proverò a tradurre meglio la lettera e guarderò l’album di nozze di cui ci hanno mandato il link. Fare l’invitato virtuale a una festa di matrimonio mi mancava. Il tutto grazie a un palloncino particolarmente fortunato da attraversare quasi l’intera catena delle Alpi da nord a sud.

Il geyser Pohutu (che non è quello inattivo dal 1970, ovviamente):

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