Quel momento in cui stai giocando una partita o una campagna a un videogame e per noia o
perché la partita è compromessa inizi a fare cose assurde. Ad esempio a Fifa
mandi i tuoi giocatori a falciare il portiere avversario finché l’arbitro non
sospende la partita e ti dà lo 0-3 a tavolino. A Civilization inizi a lanciare
missili nucleari a tutti i tuoi vicini dopo di che il mondo si riduce a una
tundra sterile. In un RPG entri in una taverna e attacchi gente a caso finché
non appare la guardia cittadina composta da un mago di livello 99 e diversi
guerrieri invulnerabili. Ecco, se il nostro mondo fosse una simulazione, credo che in
questo preciso momento il “giocatore” si sia annoiato di giocare e stia
provando a fare andare a putt*** alcune variabili per vedere cosa succede.
...ma non so ancora di cosa parlerò. Probabilmente di viaggi, di fotografia, e ogni tanto di quello che mi passa per la mente, ammesso che sia saggio parlarne...
venerdì 15 luglio 2016
Non salvare
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lunedì 4 luglio 2016
Polarizzazione circolare: ti ricorda qualcosa?
2 luglio 2016
Di come mi sono
fatto regalare il filtro CPL (polarizzatore circolare) per la reflex lo scorso
Natale e colpevolmente non l’ho mai considerato fino a oggi, quando ho deciso
di dargli una possibilità.
Ieri ho pensato:
vado a fare foto in Oltrepò in una giornata in cui le previsioni danno un cielo
per nulla entusiasmante (afoso con qualche nuvola in aumento), e non ho altra
scelta che andarci a mezzogiorno, che è l’ora peggiore per i colori e le ombre:
dunque cosa posso fare per rendere meno banali le mie foto? Proviamo con il
polarizzatore.
Devo dire che:
(1) la polarizzazione è uno degli argomenti che ho studiato all’università,
anche se sono già passati vent’anni e uno spesso strato di ruggine si è
depositato su teoremi e formule; (2) i miei occhiali da sole hanno le lenti
polarizzate; quindi avrei già dovuto essere consapevole del miglioramento
dell’immagine, specialmente in giornate serene o poco nuvolose come questa, ma
(3) a volte la mia pigrizia mentale mi rovina.
Quindi,
trascurando per una volta il punto (3), scendo dall’auto davanti alla pieve di…
San Zaccaria (grazie Google per il nome, che mi ero già dimenticato) e provo a
fare un paio di foto. Quella a sinistra è con il polarizzatore in verticale, in
quella a destra è ruotato di 90° in orizzontale, quindi massimo effetto. C’è
differenza.
La pieve oggi è
chiusa. Vado avanti lungo strade sempre più ripide, tortuose e sconnesse con un
occhio alla guida e l’altro alla ricerca di paesaggi. Altra cosa piacevole, il
polarizzatore è utile anche per rendere più nitide le foto fatte con molto zoom
(la maggior parte delle foto seguenti le ho fatte tra 100 e 135mm).
Di come, ora, il
filtro polarizzatore sarà una presenza fissa nel mio equipaggiamento.
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