lunedì 4 luglio 2016

Polarizzazione circolare: ti ricorda qualcosa?



2 luglio 2016

Di come mi sono fatto regalare il filtro CPL (polarizzatore circolare) per la reflex lo scorso Natale e colpevolmente non l’ho mai considerato fino a oggi, quando ho deciso di dargli una possibilità.
Ieri ho pensato: vado a fare foto in Oltrepò in una giornata in cui le previsioni danno un cielo per nulla entusiasmante (afoso con qualche nuvola in aumento), e non ho altra scelta che andarci a mezzogiorno, che è l’ora peggiore per i colori e le ombre: dunque cosa posso fare per rendere meno banali le mie foto? Proviamo con il polarizzatore. 

Devo dire che: (1) la polarizzazione è uno degli argomenti che ho studiato all’università, anche se sono già passati vent’anni e uno spesso strato di ruggine si è depositato su teoremi e formule; (2) i miei occhiali da sole hanno le lenti polarizzate; quindi avrei già dovuto essere consapevole del miglioramento dell’immagine, specialmente in giornate serene o poco nuvolose come questa, ma (3) a volte la mia pigrizia mentale mi rovina.

Quindi, trascurando per una volta il punto (3), scendo dall’auto davanti alla pieve di… San Zaccaria (grazie Google per il nome, che mi ero già dimenticato) e provo a fare un paio di foto. Quella a sinistra è con il polarizzatore in verticale, in quella a destra è ruotato di 90° in orizzontale, quindi massimo effetto. C’è differenza.


La pieve oggi è chiusa. Vado avanti lungo strade sempre più ripide, tortuose e sconnesse con un occhio alla guida e l’altro alla ricerca di paesaggi. Altra cosa piacevole, il polarizzatore è utile anche per rendere più nitide le foto fatte con molto zoom (la maggior parte delle foto seguenti le ho fatte tra 100 e 135mm).





  
Di come, ora, il filtro polarizzatore sarà una presenza fissa nel mio equipaggiamento.

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