lunedì 20 aprile 2015

Di blatte e ristoranti che non sembrano ristoranti (Wanderlust - parte II)



Chiang Mai, 8 agosto 2014, ore 22.30

Camminiamo lungo una strada semideserta fuori dal quadrilatero del centro storico. Gli unici esseri viventi che incontriamo sono cani randagi, topi e blatte. In particolare blatte. Sono marroni, si muovono ad una velocità impressionante e hanno la bizzarra e inquietante abitudine di spostarsi VERSO di te quando ti avvicini, anziché allontanarsi come di solito fanno gli insetti. Le prime due o tre volte ho fatto istintivamente un salto all’indietro, poi mi sono abituato.

Ricevo un sms dall’Italia che parla di stipendi. Buona notizia, ma la accolgo con un “uhm” indifferente perché è assolutamente fuori luogo in questa circostanza. Metto via la tecnologia e continuo a guardare in basso cercando di schivare le blatte, dato che l’eventualità di schiacciarne una (per quanto le blatte di Chiang Mai mi sembrino sufficientemente intelligenti da non farsi schiacciare da un farang qualsiasi come me) mi rovinerebbe di certo la cena che devo ancora fare. Senza contare che, in un paese di religione buddista come quello in cui ci troviamo, una blatta potrebbe essere la reincarnazione di qualche essere umano, quindi schiacciandola mi sentirei un assassino senz’anima (anche se, immagino, quando uno si reincarna in una blatta vuol dire che nella sua vita precedente non è stato proprio un modello di virtù). E se fosse che chi schiaccia una blatta è destinato a reincarnarsi in una blatta? Tutto mi porta a decidere che nessuna di esse stasera morirà per mano mia piede mio.

Tanto per restare in tema, la nostra destinazione di stasera si chiama blatta-place.
E’ un ristorante. Più o meno.
Ufficialmente non ha un nome (o meglio, so per certo che non ha un nome occidentale, ci sono solo delle scritte thai di cui ignoro il significato).

L’appuntamento è alle 23. Abbiamo tempo di girare ancora un po’ per le due strade principali del quartiere e familiarizzare con le blatte. Non sappiamo ancora che, il giorno dopo, queste stesse strade deserte si trasformeranno nel Saturday Night Market e saranno così affollate di gente che ci si potrà spostare solo per osmosi.

Ad un certo punto, qualche minuto prima dell’ora prestabilita, pensiamo di essere arrivati.
      - E’ qui, dice V.

      - Ma questo non è un ristorante, dico io.

      - Ma non capisci, è bellissimo!

      - (io: faccia perplessa)

      - (lei: faccia imbronciata)

Fatto sta che, dopo circa dieci minuti, siamo seduti ad un tavolo del blatta-place con una birra Leo in mano e un menù scolorito scritto quasi completamente in thai. Sfoglio le pagine guardando le figure e inizio lentamente a convincermi di essere davvero in un ristorante. 

(Tanto so che ordinerò del khao soi, lo assaggerò, aggiungerò del peperoncino extra perché all’inizio non mi sembrerà abbastanza piccante, e finirò il piatto con le lacrime agli occhi leccandomi i baffi. Poi ordinerò un’insalata di papaya pensando che sia un piatto dolce, e la finirò sempre con le lacrime agli occhi leccandomi i baffi.)

E dopo circa un’ora usciamo dal blatta-place, soddisfatti come se avessimo appena fatto la migliore cena della nostra vita. Come punizione per il mio scetticismo, faccio a piedi il viaggio di ritorno verso il quadrilatero del centro storico, mentre V. si fa accompagnare da M. in scooter. Cammino veloce e sicuro evitando le blatte e passando molto vicino a due cani randagi più minacciosi del solito. Le persone che si sono reincarnate nelle blatte vegliano su di me e convincono telepaticamente i due cani a non inseguirmi.

In meno di venti minuti rientro nel quadrilatero e ritrovo il resto della compagnia. Da lì la strada è breve fino a casa (la nostra casa per questa settimana).

Sulle pareti esterne del residence-casa, ogni notte troviamo dei piccoli gechi dall’aspetto rassicurante.

Domani ci aspettano altri posti da visitare, altri templi, altri mercati, altri più-o-meno-ristoranti, altre blatte.

‘Notte.

Sonno.

(continua)

Il blatta-place da Google Street View. Di notte ha un aspetto peggiore, credetemi ;)

 Le mie foto da Chiang Mai: qui e qui

Nessun commento:

Posta un commento