martedì 7 aprile 2015

Svuota la cache!



Totalmente ispirato da questo post.

Leggevo e ogni tanto mi cadeva la mandibola. E continuavo a ripetere tra me e me, come uno scemo: “Sono anch’io così”.

Non tanto per il fatto che qualcuno mi dia del lei, ormai è la prassi: già a 25 anni qualcuno mi dava del lei, forse perché per colpa dei miei capelli iniziavo a sembrare Fabrizio Ravanelli (forse esagero: quelli di Ravanelli erano molto più bianchi), e adesso che ne ho 43, quando un estraneo mi dà del tu è un evento da segnare sul diario.
(L’ultima volta è successo nel parcheggio sotto casa: una ragazza mi ha chiesto da accendere e le ho risposto che mi spiace ma non fumo. Era buio e indossavo una felpa con il cappuccio, in sostanza avevo l’aspetto di un ninja senza età).

…quanto per il passare del tempo.

Penso a fatti successi ad esempio nel 2007 o nel 2008 come se fossero accaduti ieri (tipo che ho appena comprato la reflex digitale o sono appena tornato dal viaggio in Islanda (con ancora annessa la sensazione di freddo)) e nel frattempo mio figlio, che all’epoca non era ancora nato, va per i sei anni e mezzo.

O peggio ancora, sfogliando una raccolta di storie di Topolino del 1979 appena comprata per mio figlio, mi imbatto in “Topolino e l’enigma di Mu”, di cui ricordo di avere letto solo la prima parte all’età di sette anni, in quanto mi mancava il numero di Topolino in cui si trovava la seconda parte. E lo scorso weekend, dopo trentasei anni, ho finalmente chiuso il cerchio leggendo anche la seconda parte, sotto  lo sguardo attento e incoraggiante di mio figlio.

In sostanza, mi ricordo di una storia di Topolino che ho letto trentasei anni fa e non riesco a farmi venire in mente che cosa ho fatto venerdì scorso al lavoro.

Ricordo con che automobilina ho vinto il Gran Premio di Formula 1 disputato un’estate dei primissimi anni ’80 nel cortile di casa mia su una pista disegnata con un frammento di mattone rosso, e sono costretto a farmi i promemoria per ricordarmi di andare a buttare la spazzatura (altrimenti arriva Er Monnezza).

Ricordo come si chiamano TUTTI gli omini di Lego che avevo da piccolo (tra set City e Space, mio fratello e io ne avevamo una cinquantina e abbiamo dato un nome a ciascuno di loro), e non riesco a memorizzare nemmeno per un nanosecondo il nome della persona a cui ho appena stretto la mano.

La memoria è piena. Devo svuotare la cache.

Ma non è facile, soprattutto per un accumulatore seriale come me.

“Questo mi potrebbe ancora servire” e finisco per tenere tutto, compresa soprattutto la fuffa.

Se a tutto ciò aggiungete quella riserva semi-vergine e pressoché inesauribile di fuffa chiamata Internet…

 

 Dal viaggio in Islanda che ho fatto l'altro ieri quasi sette anni fa. Faceva davvero freddo.

Nessun commento:

Posta un commento