mercoledì 20 maggio 2015

Una famiglia normale



Non sempre sono in giro per il mondo. 

Spesso sono a casa con la mia famiglia composta da un papà (io), una mamma (che è anche la mia compagna di viaggio), un bambino di sei anni e mezzo e due gatti.

Una famiglia apparentemente normale.

“Apparentemente” è la parola chiave. 

Giusto ieri in treno, mentre tornavo a casa dal lavoro, riflettevo su ciò che gli altri passeggeri del treno potevano vedere in me (ammesso che interessasse loro, probabilmente no): un tizio vestito in modo informale con una maglietta di Snoopy che ascoltava musica in cuffia. Ma se avessero potuto sentire che cosa ascoltavo in quel momento (Heir Apparent degli Opeth), la loro impressione sarebbe stata diversa? Nel dubbio ho abbassato leggermente il volume del lettore mp3…

Sempre ieri, mia moglie mi ha invitato a scrivere della sua yurta nel mio blog. Sfida accettata, ci provo.

La yurta non è altro che una Ford Fiesta del 2013.
La nostra auto. O meglio, ora la sua, dato che io vado al lavoro in treno (tornando al discorso di prima sulla musica, è proprio grazie ai treni e alla loro ineccepibile puntualità che sono andato alla ricerca di nuovi generi musicali capaci di farmi superare l’incazzatura del tempo perduto in ritardi e ho finito per scoprire il death metal).
La yurta all’inizio non era che una normale auto di famiglia, con un seggiolino per bambini. Devo dire che ho contribuito anche io alla sua trasformazione, sistemando in pianta stabile nel bagagliaio il treppiede che uso per fare le foto in notturna. Ma poi sono arrivati i sacchetti per la spesa, una scatola di cartone, i libri di scuola (mia moglie è insegnante di lettere), un paio di scarpe di ricambio, una collezione di CD da viaggio, monete svizzere mischiate con gettoni dell’autolavaggio e carte di caramelle, e chi più ne ha più ne metta.
A volte la spesa staziona per giorni nel bagagliaio, tolti ovviamente i generi deperibili che vengono sistemati immediatamente in frigorifero (no, non abbiamo un frigorifero in macchina, intendo dire che li portiamo a casa).
In pratica la Ford Fiesta del 2013, con il suo contenuto, potrebbe tranquillamente sostituire la casa per qualche giorno.

V. (ieri sera) – Hai visto che ho dato una ripulita alla yurta?

Io – Ho visto un sacco di plastica sotto il sedile del passeggero, pieno di roba a caso. E’ quella la ripulita?

V. – Proprio così.

Io – Ah.

Poi c’è nostro figlio, che ogni tanto esce con delle frasi da piccolo nerd come:

- Guarda che più vai in alto nello spazio, più fa freddo, perché nello spazio si abbassa la temperatura!
(detto ad una sua amica: non si trovavano su un’astronave ma più semplicemente sulle altalene dell’oratorio)

Oppure, come tutti i bambini, tende a umanizzare qualsiasi cosa. Ma un conto è parlare ai peluche, come fanno tutti, un altro è parlare al proprio sedere (come ha fatto ieri sera) invitandolo a fare uscire la cacca in fretta perché altrimenti poi non avrebbe fatto in tempo a giocare a Wheely sul browser.

Insomma, questa è la mia famiglia normale.


Se ti trovi in riva al Reno e dall’altra parte del fiume iniziano a lanciare dei fuochi d'artificio a sorpresa, fa comodo avere il treppiede in macchina (da Flickr)

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