Non sempre sono
in giro per il mondo.
Spesso sono a casa con la mia famiglia composta da un
papà (io), una mamma (che è anche la mia compagna di viaggio), un bambino di
sei anni e mezzo e due gatti.
Una famiglia
apparentemente normale.
“Apparentemente”
è la parola chiave.
Giusto ieri in
treno, mentre tornavo a casa dal lavoro, riflettevo su ciò che gli altri
passeggeri del treno potevano vedere in me (ammesso che interessasse loro,
probabilmente no): un tizio vestito in modo informale con una maglietta di
Snoopy che ascoltava musica in cuffia. Ma se avessero potuto sentire che cosa
ascoltavo in quel momento (Heir Apparent degli Opeth), la loro impressione sarebbe stata diversa? Nel
dubbio ho abbassato leggermente il volume del lettore mp3…
Sempre ieri, mia
moglie mi ha invitato a scrivere della sua yurta nel mio blog. Sfida accettata,
ci provo.
La yurta non è
altro che una Ford Fiesta del 2013.
La nostra auto. O
meglio, ora la sua, dato che io vado al lavoro in treno (tornando al discorso
di prima sulla musica, è proprio grazie ai treni e alla loro ineccepibile
puntualità che sono andato alla ricerca di nuovi generi musicali capaci di
farmi superare l’incazzatura del tempo perduto in ritardi e ho finito per
scoprire il death metal).
La yurta all’inizio
non era che una normale auto di famiglia, con un seggiolino per bambini. Devo
dire che ho contribuito anche io alla sua trasformazione, sistemando in pianta
stabile nel bagagliaio il treppiede che uso per fare le foto in notturna. Ma
poi sono arrivati i sacchetti per la spesa, una scatola di cartone, i libri di
scuola (mia moglie è insegnante di lettere), un paio di scarpe di ricambio, una
collezione di CD da viaggio, monete svizzere mischiate con gettoni dell’autolavaggio
e carte di caramelle, e chi più ne ha più ne metta.
A volte la spesa
staziona per giorni nel bagagliaio, tolti ovviamente i generi deperibili che
vengono sistemati immediatamente in frigorifero (no, non abbiamo un frigorifero
in macchina, intendo dire che li portiamo a casa).
In pratica la
Ford Fiesta del 2013, con il suo contenuto, potrebbe tranquillamente sostituire
la casa per qualche giorno.
V. (ieri sera) –
Hai visto che ho dato una ripulita alla yurta?
Io – Ho visto un
sacco di plastica sotto il sedile del passeggero, pieno di roba a caso. E’
quella la ripulita?
V. – Proprio
così.
Io – Ah.
Poi c’è nostro
figlio, che ogni tanto esce con delle frasi da piccolo nerd come:
- Guarda che più
vai in alto nello spazio, più fa freddo, perché nello spazio si abbassa la
temperatura!
(detto ad una sua
amica: non si trovavano su un’astronave ma più semplicemente sulle altalene
dell’oratorio)
Oppure, come
tutti i bambini, tende a umanizzare qualsiasi cosa. Ma un conto è parlare ai
peluche, come fanno tutti, un altro è parlare al proprio sedere (come ha fatto
ieri sera) invitandolo a fare uscire la cacca in fretta perché altrimenti poi
non avrebbe fatto in tempo a giocare a Wheely sul browser.
Insomma, questa è
la mia famiglia normale.
Se ti trovi in riva al Reno e dall’altra parte del
fiume iniziano a lanciare dei fuochi d'artificio a sorpresa, fa comodo avere
il treppiede in macchina (da Flickr)

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