Mi trovo in una zona periferica di Londra e sono
su un autobus.
Sono qui da solo, e in questo momento non mi
ricordo neanche il perché, né tanto meno mi interessa saperlo.
La mia attenzione è distratta da un ragazzino che
mi rivolge la parola, facendomi una specie di indovinello. Gli do retta per qualche
minuto, ma poi mi rendo conto che devo scendere dall’autobus. Lo saluto e scendo, in
una zona residenziale con villette basse e molto verde, avviandomi a piedi
verso il centro. Tempo dopo che l’autobus è già ripartito, mi accorgo di non
avere più con me la borsa della reflex. L’ho dimenticata sull’autobus!
(Strano, di
solito quando sono in viaggio mi farei staccare un braccio piuttosto che
abbandonare quella borsa.)
Non riesco a prendere una decisione, se seguire il
percorso dell’autobus sperando di ritrovare la borsa, o aspettare che faccia il
giro e torni indietro, o chiedere aiuto.
Inizio a vagabondare per la città, entrando in un
quartiere che sinceramente non mi aspettavo di trovare a Londra: strade
sterrate strette e tortuose, rottami e polvere ovunque, persone vestite di
stracci, sembra una città del terzo mondo.
Dopo qualche giro a vuoto entro in un
commissariato di polizia e spiego la mia disavventura. Gli agenti mi fanno
vedere un video di una telecamera di sicurezza, in cui un uomo con lunghi baffi
neri e aspetto losco scende dall’autobus su cui mi trovavo anch’io e si
allontana con la mia borsa a tracolla. A quanto pare, mentre il ragazzino
(complice) mi distraeva e in qualche modo mi ipnotizzava, il ladro baffuto è
entrato in azione. Mi spiegano che è una tattica molto usata dai borseggiatori.
Inizio a pensare che non vedrò più la mia reflex, oltre
a un paio di obiettivi e alcuni ricordi di viaggi precedenti che stupidamente
avevo lasciato nella borsa, e naturalmente le foto di Londra che avevo nella
scheda SD (ce n’erano alcune molto belle).
Mi viene da piangere.
…
Qualcosa sembrava
molto reale. Qualcos’altro invece era assurdo. E comunque non sono mai stato a
Londra.
Mi giro su un
fianco, allungo il braccio sinistro e premo un pulsante. Sono le cinque del
mattino e mi trovo nel mio letto.
Non sto
piangendo.
Non ho bisogno di
controllare se la borsa della reflex si trova, come sempre, nel suo scomparto
in soggiorno.
Forse ieri sera
non avrei dovuto andare a cercare nuovi obiettivi e corpi macchina su dpreview.com. Parte di me, quella più rivoluzionaria (il ladro del sogno?) vuole mettere in
un cassetto o vendere (per due soldi, immagino) la cara, vecchia, fedele D80 e
comprare, ad esempio, una D7100 per fotografare il cielo stellato e in generale
migliorare la qualità degli scatti in notturna. La mia parte conservativa e
sensibile invece pensa di continuare a usare la D80 fino a quando, tra qualche
anno, la passerò a mio figlio. Sono sempre più indeciso…































