martedì 31 maggio 2016

La birra Satan



C’è stato un periodo dei miei "20+qualcosa" anni in cui io e mio fratello ci divertivamo ad assaggiare birre provenienti da tutto il mondo.

Un giorno è toccato alla birra Satan. Belga, rossa (ovviamente) e ad alta gradazione alcolica (altrettanto ovviamente).

Eravamo a casa a pranzo. Non mi ricordo che anno fosse, ma sono certo che il giorno era il 2 gennaio, perché stavamo scaldando sul gas le lenticchie avanzate dal pranzo del giorno prima.

Tirammo fuori la bottiglia di birra dal frigorifero, senza troppa convinzione (probabilmente eravamo ancora mezzo assonnati, dato che in quel periodo facevamo entrambi parecchio tardi a capodanno).

La stappammo.

Il rumore che seguì non era esattamente ciò che ci aspettavamo di sentire. Non certo quello di una bottiglia che si apre, ma piuttosto quello di un vetro che si spacca.

La bottiglia era intatta.

L’abominio era sul piano di cottura.

Un mostro.

La pirofila era esplosa e una massa informe di lenticchie ci guardava tremolante e minacciosa.

Spegnemmo subito il gas, ma ci sarebbe voluto un po’ di tempo prima che la cosa abominevole si raffreddasse e potesse essere fatta sparire nella spazzatura. E intanto non potevo fare a meno di guardare. E non capivo se il mostro mi stesse dicendo “Kill me” o “I want to kill you”.

Alla fine decidemmo di bere lo stesso la birra Satan, ma non la apprezzammo come probabilmente avrebbe meritato. Le lenticchie invece no, non ce la sentivamo proprio...

http://www.satanbeer.com/satanre.html

(no, queste non sono Satan: sono due più rinfrescanti e innocue Sarajevsko Pivo bevute la scorsa estate)

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