Piccola storia della
spazzatura sul balcone del terzo piano di via Xxxxxxx xx, Xxxxx.
Sottotitolo: c’è chi
moltiplica i soldi, chi moltiplica pani e pesci, noi moltiplichiamo la
spazzatura.
Come tutte le famiglie
del “primo mondo” anche la mia, pensate un po', produce spazzatura. La
quantità di spazzatura è proporzionale ai tre esseri umani e ai due esseri pelosi
che abitano nella nostra casa, ed è al netto di plastica, carta, vetro ed
alluminio (e nei mesi estivi anche degli scarti di frutta e verdura, che vanno
nel compostaggio) che, nei limiti del possibile, cerchiamo di riciclare.
Il primo sacchetto prodotto
dalla famiglia si chiama Spazza.
Sarebbe buona norma
sistemare Spazza nel posto che gli compete (il cassonetto sotto casa) appena
possibile, ma a volte, per cause non meglio precisate (zero voglia, altri impegni,
dimenticanze del sottoscritto), Spazza rimane più di un giorno sul balcone di casa.
Se nel frattempo viene
svuotato un altro cestino di casa, a Spazza si aggiunge il secondo sacchetto,
chiamato Tura. E qui cominciano i problemi: infatti, se Spazza e Tura non
vengono buttati via entro 24 ore dalla loro formazione, durante la notte
possono riprodursi e dare origine a un
terzo sacchetto, chiamato Turiddu.
A questo punto la
famiglia entra in stato di allerta e, per evitare che Spazza, Tura e Turiddu
prendano il sopravvento trasformando l’appartamento in una discarica di rifiuti
tossici, provvede a sistemarli nel sopracitato cassonetto.
A noi non è mai
capitato, ma mi ha detto mio cugino che, se Spazza, Tura e Turiddu rimangono
sul balcone per qualche giorno, potrebbe arrivare un quarto sacchetto chiamato
Er Monnezza, dotato di vita propria. Er Monnezza si rifiuterà categoricamente
di stare sul balcone, preferendo restare in casa, e si rivolgerà a voi con rutti, scoregge e simpatiche frasi tipo: “A Signo’ me saluti Erca”
E voi (che ci cascate
sempre): “Chi?”
…
(citazione der Monnezza: via Youtube)
La foto è mia (via Flickr) e rappresenta la squadra speciale dedicata alla rimozione der Monnezza una sala del Mémorial de Caen dedicata alla guerra fredda.
Se vi
capita di passare da quelle parti, visitate il Mémorial e anche il
cimitero americano di Colleville-sur-Mer, molto suggestivo nella sua
tragicità (altra foto dalla mia pagina di Flickr).

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