lunedì 16 febbraio 2015

One Hundred Years



Saronno, 14 febbraio 2015

E’ da ieri che la canzone “One Hundred Years” dei Cure viene riprodotta in modalità repeat nella mia mente. Finisce e ricomincia. Finisce e ricomincia. Cento anni, e poi ancora cento, e altri cento, all’infinito…
Il motivo è semplice, e non c’entra con il tema della canzone (una delle più dark e potenti dei Cure, e incidentalmente anche una delle mie preferite), né tanto meno con il testo, che parla di morte e di cose cupe, tristi, violente e nere. Il motivo è nel titolo della canzone.
Il motivo è che una persona che mi è molto cara oggi compie cento anni (auguri nonna!).
La festa con rimpatriata è d’obbligo.

(io sono fondamentalmente un asociale, ma adoro le rimpatriate).

La nonna ha la sindrome di Benjamin Button. Nel senso che, ogni volta che guardo il suo viso, mi sembra ringiovanita. Dice che non le pare di avere vissuto cento anni, le sono sembrati molti meno.
Mi fa molto piacere rivedere i miei cugini, alcuni dei quali non vedevo da (troppi) anni. C’è anche un mio amico di infanzia che abitava nello stesso condominio di mia nonna e con cui ho giocato per molte estati, insieme ad altri bambini/ragazzi, nell’enorme prato condominiale.

(flashback)
Le partite di nascondino duravano ore: ci si poteva nascondere in uno dei due palazzi di sette piani formati da due scale ciascuno, oppure nell’area box che si trovava sotto il prato, che mi sembrava un labirinto, oppure in qualche angolo del cortile/prato o dietro un cespuglio. La tana era una quercia che si trovava proprio in mezzo al prato.
(fine flashback)

La quercia è stata tagliata qualche anno fa, poco prima che mia nonna lasciasse il suo appartamento per andare nella casa di riposo dove vive tutt’ora e dove ci troviamo in questo momento in cui il presente e il passato si fondono alla perfezione.

Ma alla fine il presente mi chiama a gran voce.

E la canzone dei Cure continua a farsi largo tra gli spazi della mia mente.


I nonni mi regalavano sempre delle biglie di vetro quando andavo a trovarli da piccolo (la foto è mia- via Flickr)

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