- Papà, mi aiuti?
- Aspetta un secondo!
(dopo un secondo) – Passato! Adesso mi
aiuti?
(Per mio figlio un secondo è un secondo.
Un minuto per lui è il tempo che impiega a contare fino a sessanta, ovvero
circa dieci secondi.)
- Perché devo andare a letto alle nove e
voi potete andare a letto alle undici?
- Perché i bambini devono dormire almeno
dieci ore, mentre ai grandi ne bastano sette o otto.
- Perché?
- Perché per crescere bene serve dormire
bene, mentre i grandi non crescono più.
- Perché?
(Al massimo cresciamo in larghezza, ma a noi
fortunatamente non è ancora capitato.)
- Perché sui libri di quando eri piccolo
ci sono nove pianeti del Sistema Solare e sui miei ce ne sono otto?
- Perché Plutone non è più un pianeta.
- E perché non è un pianeta?
- Perché qualche anno fa gli astronomi
hanno deciso così. Hanno detto che è troppo piccolo per essere un pianeta.
- Perché?
(Questo me lo chiedo sempre anche io.)
(Ore 7.15 di un mattino infrasettimanale.)
- Papà, ti devo dire una cosa.
(Quasi tutte le sue domande iniziano con “ti
devo dire una cosa”. All’inizio mi aspettavo sempre che stesse per comunicarmi
una catastrofe, ma adesso mi sono abituato.)
- Dimmi.
- E’ vero che esistono gli orologi
atomici, che sbagliano di un secondo ogni due o tre milioni di anni, e quando
avranno sbagliato di un secondo noi saremo già tutti morti?
(Un attimo di smarrimento.)
- Ehm… sì.
Guardando in alto in una notte serena di mezza estate in montagna (chissà se nell'inquadratura c'è anche il povero Plutone?) - da Flickr

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